I benefici del mio-inositolo e dell’acido folico

Valutazione delle variazioni del profilo clinico, endocrino e metabolico di pazienti con sindrome dell’ovaio policistico in trattamento con mio-inositolo.

Minerva Ginecologica, Giugno 2012
Venturella R, Mocciaro R, De Trana E, D'Alessandro P, Morelli M, Zullo F.
Cattedra di Ostetricia e Ginecologia, Università Magna Graecia, Catanzaro, Italia

Obiettivo: Scopo della studio era valutare gli effetti della somministrazione di mio-inositolo e acido folico (Inofert®) sul profilo clinico, endocrino e metabolico di pazienti con diagnosi di sindrome dell’ovaio policistico, dopo un periodo di trattamento di 24 settimane.

Metodi: Sono state arruolate 70 donne di età compresa tra 18 e 35 anni.
35 pazienti sono state arruolate come gruppo di studio e trattate con Inofert® (acido folico 200 µg più mio-inositolo 2 g al giorno), per 24 settimane. Le altre 35 pazienti, con caratteristiche simili alle pazienti del gruppo di studio, sono state arruolate come gruppo controllo, e non hanno ricevuto alcun trattamento. In tutte le pazienti sono stati valutati il ripristino della ciclicità ovulatoria e le variazioni del profilo endocrino e metabolico dopo il trattamento.

Risultati: Dopo 24 settimane, solo 5 di 35 pazienti sottoposte a trattamento con Inofert® e 14 di 35 pazienti del gruppo controllo, sono rimaste anovulatorie e questa differenza è risultata essere statisticamente significativa. Ancora, il BMI è diminuito in maniera significativa nel gruppo di studio, mentre un suo aumento non significativo è stato registrato nel gruppo controllo. È stata mostrata una riduzione non significativa dei livelli circolanti di LDL, e un aumento statisticamente significativo nei livelli di HDL nel gruppo di studio.

Conclusioni. Il trattamento con Inofert® è in grado di restaurare rapidamente l’ovulazione spontanea in pazienti amenorroiche con PCOS e mostra un vantaggio significativo in termini di riduzione del BMI e un trend positivo in termini di modificazioni del profilo lipidico sierico.
 

FONTE: Pubmed (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22635019)