29/06/2011 - In Italia è boom di gemelli: le nascite toccano il 3%

Nel nostro paese, negli ultimi 25 anni, le gravidanze gemellari si sono triplicate, arrivando a toccare il 3% delle nascite.

Purtroppo, è cresciuto anche il rischio di malattie croniche, dovute spesso alla nascita pre-termine dei piccoli e anche legate alle tecniche di fecondazione artificiale.

Questa è una sintesi dei dati diffusi da Giovanni Corsello, ordinario di pediatria all’Università di Palermo, durante il congresso della Società italiana di pediatria (SIP) che si è tenuto a Milano. I motivi del boom, spiega Corsello, sono «l’aumento dell’età media materna, che favorisce l’impianto in utero di due embrioni e l’utilizzo delle tecniche di procreazione assistita per le coppie infertili».

Quelle gemellari “sono gravidanze a rischio”: la probabilità di una nascita pre-termine è di 5-10 volte più elevata rispetto a un parto non gemellare, mentre la mortalità è da 3 a 4 volte superiore, e il tasso di malformazioni è 4 volte più alto rispetto ai parti singoli.

Secondo gli esperti, i gemelli non sono tutti uguali: i monozigoti, quelli identici, rischiano il quadruplo in mortalità e malformazioni a confronto dei gemelli eterozigoti, che sono il frutto di due embrioni distinti.

Per i nati con tecniche di riproduzione assistita, infine, c'é un rischio in più: quello che modifica il modo in cui viene utilizzato il Dna delle cellule. In particolare la tecnica ICSI (iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi), usata per trattare l'infertilità maschile, è quella che induce maggiori alterazioni: quattro volte di più rispetto alle gravidanze naturali. Le conseguenze sono anomalie della sintesi di proteine, ormoni, enzimi e recettori, tutte sostanze indispensabili per le normali funzioni dell'organismo, per la sua crescita e il suo sviluppo.

Fonte: ANSA SALUTE