17/10/2011 - Procreazione assistita: nuovi sviluppi della ricerca in Italia

La Società Italiana di Studi di Medicina della Riproduzione (SISMER) ha aperto un nuovo fronte di ricerca nell’ambito della procreazione medicalmente assistita. Si tratta di trovare e individuare i geni collegati alla probabilità di avere un aborto o alla probabilità che l'ovulo fecondato si impianti con successo nell'utero femminile.
Infatti, conoscendo e individuando questi geni negli ovuli, i medici possono capire quali utilizzare per la fecondazione e l'impianto. Non solo: i ricercatori della Sismer hanno scoperto che le donne con alcuni tipi di patologie, come l'endometriosi o l'ovaio policistico, producono delle cellule uovo che contengono dei geni che sono attivati o meno a seconda della patologia.
Le tecniche di procreazione medicalmente assistita (Pma) sono sempre più utilizzate in Europa. Ogni anno si registra una crescita del 10% dei trattamenti, e si è arrivati alla cifra di 1 milione di cicli l'anno. L'Italia rimane tuttavia ancora indietro e uno degli Stati con la minor disponibilità di trattamenti.
Secondo il Presidente Sismer, Luca Gianaroli, "dopo la sentenza della Corte Costituzionale di circa un anno e mezzo fa, che ha rimosso alcuni dei divieti previsti dalla legge 40, le cose stanno cambiando anche nel nostro Paese. Tra il 2004 e 2009, per quanto riguarda i trattamenti e risultati, siamo infatti rimasti indietro rispetto all'Europa, ma adesso ci stiamo riavvicinando ai livelli degli altri Stati a noi vicini".

FONTE: ANSA