05/07/2013 - I benefici del mio-inositolo nella PCOS

La policistosi ovarica colpisce dal 5 al 10% delle donne italiane in età riproduttiva. I sintomi sono molteplici e vanno dai più lievi come l’irregolarità mestruale ai più seri quali malattie cardiache e ictus.

Come si evince da uno studio pubblicato su Gynecological Endocrinology, la carenza di mio-inositolo (uno “zucchero” alcolico assunto con la dieta e sintetizzato nell’organismo) è fortemente collegata all’insorgenza di questa sindrome.

La sua assunzione infatti ha determinato il ritorno dell’ovulazione per il 50% delle pazienti, il ripristino del ciclo mestruale per l’88% dopo tre mesi di trattamento, e una gravidanza spontanea per il 55%, su un campione di 304 donne sottoposte al trattamento.

Inoltre l’assunzione di mio-inositolo riduce di circa il 50% l’insulino-resistenza. Da un lato dunque cura la PCOS, dall’altro previene il diabete.

Il presidente SIFIOG (Società Italiana di Fitoterapia ed Integratori in Ostetricia e Ginecologia) Fabio Facchinetti ribadisce entusiasticamente l’importanza a livello ovarico del mio-inositolo, comprovata da molteplici studi clinici secondo i quali alla base della sindrome dell’ovaio policistico potrebbe esserci un aumento del bisogno di questo “zucchero” a cui la dieta non riesce a sopperire.

Da quanto emerge dalle ricerche inoltre, il mio-inositolo sarebbe quasi del tutto privo di effetti collaterali. Gli unici che sono stati riscontrati sono quelli gastrointestinali, ma si parlava di una dose giornaliera di 12 grammi.

Nei 36 Paesi che hanno ormai adottato il trattamento con mio-inositolo per la cura della Sindrome dell’Ovaio Policistico si consiglia dunque l’utilizzo di integratori con un dosaggio giornaliero compreso tra 2 e 4 grammi.

FONTE: Quotidiano Sanità