09/08/2013 - Le foto all’embrione aumentano le possibilità di fecondazione

I ricercatori della Care Fertility Clinic di Manchester hanno realizzato uno studio pilota che prevede l’utilizzo di fotografie in sequenza per monitorare lo sviluppo degli embrioni nella fecondazione assistita.

La tecnica innovativa, prevede di evitare di rimuovere gli embrioni dall’incubatrice per osservarli, bensì di lasciarli dentro e fotografarli ogni 10-20 minuti, per poi toglierli al momento dell’impianto, dopo circa 5000 immagini scattate.

Poi, in base alle fotografie, vengono classificati in embrioni ad ALTO, MEDIO e BASSO rischio di anomalie cromosomiche, proprio per evitare il numero di fallimenti che, nella fecondazione assistita, rappresenta il 76% dei casi.

La principale causa della interruzione della gravidanza durante la fecondazione in vitro è l’aneuploidia, cioè la mancanza o l’esubero di cromosomi; questo studio si concentra proprio sull’individuazione di questa anomalia a 97 e a 122 ore dall’inseminazione.

Grazie alle fotografie è così possibile risalire agli embrioni da eliminare o da impiantare, cosa che aumenterebbe la percentuale di successo dal 24% al 78%.

Essendo uno studio pilota, saranno necessarie altre sperimentazioni e ulteriori conferme, ma potremmo trovarci di fronte ad una scoperta che migliorerebbe notevolmente le tecniche di fecondazione assistita, riducendo così l’investimento emotivo ed economico degli aspiranti genitori.

Fonte: Italia Salute