21/11/2013 - Dalla California arriva una nuova tecnica per incrementare la fertilità

Il numero di tecniche pro-fertilità continua ad aumentare: l’ultima proviene da un team di ricercatori della Stanford University della California e della St. Marianna University School of Medicine di Kawasaki.

Lo studio, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, presenta la possibile soluzione ad un problema che colpisce le donne sotto i 40 anni: la cosiddetta “insufficienza ovarica primaria”, una malformazione delle ovaie che porta alla prematura scomparsa dei follicoli ovarici, causando una sorta di menopausa precoce.

Secondo quanto scoperto dai ricercatori, le ovaie di queste donne hanno ancora dei follicoli, sebbene piccoli e “inattivi”, che possono essere riattivati. Come?

Utilizzando due metodi: la frammentazione del tessuto ovarico in vitro e lo spegnimento di un interruttore molecolare, la proteina PTEN.

Il campione della ricerca era composto da 27 donne colpite dalla cosiddetta menopausa precoce, che avevano avuto l’ultima mestruazione 7 anni prima.

Lo studio ha riscontrato che nelle ovaie di 13 donne erano ancora presenti dei follicoli, che sono stati riattivati in vitro utilizzando contemporaneamente i due metodi sopracitati. Successivamente, con una laparoscopia sono state reinnestate le ovaie alle pazienti, è stata somministrata una terapia ormonale e sono stati seguiti gli sviluppi mediante ecografie periodiche.

Infine, il team ha prelevato nuovamente gli ovociti “riattivati” per poterli fecondare.

Questa tecnica ha ottenuto subito i primi risultati positivi: una donna in Giappone ha dato alla luce il primo bebè, mentre un’altra sta portando a termine la gravidanza.

FONTE: ANSA