21/11/2013 - Un libro sfata i miti sulla correlazione tra età e fertilità

Ormai è una credenza diffusa che più si va avanti con l’età, meno possibilità si hanno di mettere al mondo un figlio.

La docente di psicologia Jean M. Twenge, della San Diego State University ha scritto un libro subito diventato bestseller, “Guida per donne impazienti di restare incinte”, che demolisce i miti che circolano ormai insistentemente in ambiente medico e mediatico.

Secondo le statistiche attuali, una donna su tre tra i 35 e i 39 anni non riesce a concepire dopo più di un anno di tentativi. 

La Twenge spiega che questa stima si basa su un articolo pubblicato da “Human Reproduction” nel 2004 che riportava i dati del registro delle nascite francesi tra il 1670 e il 1830, quindi assolutamente non rilevante da un punto di vista clinico. Se si vanno a controllare le ricerche più recenti, si avrà sicuramente un quadro molto più ottimistico.

Per citarne una, un ricercatore della Duke University, David Dunson, nel 2004 ha realizzato uno studio pubblicato su Obstetrics&Gynecology in cui si esaminavano le chance di concepire di 770 donne europee che avevano rapporti almeno due volte a settimana.

I risultati dimostrarono che l’82% delle donne tra i 35 e i 39 anni riuscivano a restare incinte nell’arco di un anno, contro l’86% delle donne tra i 27 e i 34 anni.

Inoltre lo scorso giugno, uno studio condotto da Anne Steiner della Scuola di Medicina dell’Università del North Carolina, ha rilevato che l’80% delle donne già madri restavano incinte entro 6 mesi dal primo tentativo.

Ovviamente la fertilità cala con l’età, ma in modo molto più soft e lento rispetto a quanto ci hanno fatto credere finora.

Questo discorso però è limitato alle donne in condizioni fisiche ottimali. Per le donne con problemi di infertilità che ricorrono alle tecniche di fecondazione assistita l’età incide sul risultato.

Con l’avanzare dell’età infatti, la percentuale di successo si riduce progressivamente, fino ad arrivare al 12% per le donne tra i 41 e i 42 anni.

FONTE: Il Fatto Quotidiano