27/10/2017 - Infertilità di coppia: il maschio salta i controlli ma nel 50% dei casi dipende da lui

Si tratta di uno dei risultati emersi al Congresso Nazionale della Società italiana di Andrologia (SIA) e riportato in una news Ansa Salute. 

Nella sessione del convegno dedicata alla fertilità si afferma che il maschio è il “grande assente” nei tentativi della coppia di cercare un bimbo che non arriva. Una coppia su 4 infatti salta i controlli della fertilità maschile. E la Procreazione Medicalmente Assistita diventa quindi quasi una “scorciatoia” per non sottoporsi a continue analisi e controlli. 

Saltare il processo di diagnosi e di cura dell’infertilità maschile nel 25% dei casi, comporta 8mila PMA in più all’anno con un costo di 150 milioni di euro, e nei casi in cui la PMA risulti comunque indispensabile, significa migliorarne fino al 50 % la probabilità di successo, visto che il tasso di fallimento attuale è di un tentativo su due. 

Al Convegno si ribadisce invece il concetto che la PMA deve rappresentare “l’ultima spiaggia” e non la “scorciatoia”. Tra l’altro la normativa dice che si può accedere alla PMA solo con una certificazione che attesta infertilità maschile incurabile, criterio che per gli esperti è spesso disatteso o ignorato. 

Secondo gli esperti l’infertilità maschile è cresciuta negli ultimi anni e ha raggiunto la percentuale di infertilità femminile. Nel corso degli anni sono aumentati i programmi di prevenzione per la donna e si trascurano quelli concernenti l’altra metà della coppia, commenta Alessandro Palmieri, Presidente SIA. 

Finalmente nei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza, varati a gennaio scorso, per la prima volta si dà ampio spazio alla salute riproduttiva tanto dell'uomo che della donna, sottolineando l'importanza della consulenza preconcezionale in entrambi i partner e della prevenzione attraverso corretti stili di vita che preservino la fertilità. Anche se per ora si tratta solo di linee programmatiche. 

Fonte Ansa Salute