26/04/2017 - Fecondazione eterologa gratuita nei nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza)

I nuovi livelli essenziali di assistenza (LEA), varati a Gennaio di quest’anno, dopo un lungo iter preparatorio, elencano le prestazioni che la sanità pubblica offre gratuitamente in tutte le Regioni italiane. Sono stati stanziati dal Ministero ben 800 milioni di euro.

Quali sono le novità in termini di cure e assistenza gratuita inserite in questi nuovi LEA?

Oltre a nuovi vaccini, in quanto considerati “prevenzione sanitaria di massa”, anche la fecondazione eterologa diventa gratuita insieme ad alcune terapie per nuove patologie rare e croniche.

Ma vediamo nel dettaglio quali prestazioni, che riguardano la salute e la fertilità femminile e neonatale, sono state inserite nei LEA.

Finalmente dopo 20 anni il nuovo nomenclatore della specialistica ambulatoriale include prestazioni tecnologicamente avanzate e individua chiaramente tutte le prestazioni di procreazione medicalmente assistita (PMA) che saranno erogate a carico del Servizio Sanitario Nazionale (fino ad oggi erogate solo in regime di ricovero). In particolare, tali prestazioni riguardano tutte le diverse fasi della PMA, sia omologa che eterologa.

Per quanto riguarda lo screening neonatale esso è stato incluso gratuitamente per la sordità e la cataratta congenita ed è stato esteso a tutti i nuovi nati per le malattie metaboliche ereditarie.

Anche per l’endometriosi, elencata tra le patologie croniche e invalidanti, viene riconosciuto per gli stadi clinici “moderato” e “grave”, il diritto delle pazienti di usufruire in esenzione di alcune prestazioni specialistiche di controllo. Si stimano circa 300.000 esenzioni.

Infine, un’altra importante novità da segnalare è la costituzione della Commissione Nazionale per l'Aggiornamento dei LEA, con il compito di monitorarne costantemente i contenuti, di escludere prestazioni, servizi o attività obsolete e di valutare l’erogazione gratuita di trattamenti che, nel tempo, si dimostrino innovativi e/o efficaci per la cura dei pazienti.

Fonte: Agi Salute