Dieta e PCOS: quali effetti può avere la dieta sui sintomi della PCOS?

I cambiamenti nell’alimentazione migliorano i sintomi della PCOS? 

La risposta è sì. Numerosi studi hanno dimostrato che la perdita di peso e i miglioramenti nelle abitudini alimentari sono in grado di ridurre i livelli di insulina e di androgeni e di indurre l'ovulazione.  

Alcuni studi hanno anche dimostrato che i modelli di normalizzazione alimentari nelle persone con disturbi alimentari sono in grado di migliorare l'aspetto delle cisti intorno alle ovaie. Quindi, i benefici nutritivi sulla PCOS sono anche il frutto di una dieta equilibrata unita ad una attività fisica regolare. Inoltre, alcuni integratori alimentari possono essere utili. Se siete confuse su cosa mangiare e spesso vi ritrovate a fare grandi abbuffate di cibo, è il caso di prendere in considerazione la valutazione e la pianificazione di una dieta mirata con un nutrizionista. 

Esiste una dieta migliore per chi soffre di PCOS o solo un approccio nutritivo personalizzato? 

Non c'è una dieta unica per tutte le donne che hanno la PCOS. Mentre si raccomanda di seguire un approccio nutritivo personalizzato. Gli studi in merito al corretto trattamento dietetico della sindrome dell'ovaio policistico sono ancora pochi, ma la maggior parte delle evidenze suggerisce che un consumo moderato di carboidrati a basso indice glicemico, bilanciato con grassi sani e proteine magre, sia la chiave per la gestione della PCOS. 

Molte donne con la PCOS hanno scoperto che, se si tagliano i carboidrati o si mangiano quantità molto minime, si tende poi ad abbuffarsi nel lungo periodo. E questo può effettivamente peggiorare i sintomi della PCOS, aumentando i livelli di insulina. 

Occorre valutare insieme al nutrizionista cosa è meglio e sano mangiare per voi e il vostro organismo in caso di PCOS. Ogni donna con PCOS ha necessità nutrizionali uniche, sia per quanto riguarda la PCOS sia per quanto riguarda sé stessa. 

La ricerca ha dimostrato che attraverso la giusta dieta e uno stile di vita corretto si possono fare passi da gigante nel trattamento efficace della PCOS. I giusti miglioramenti alimentari possono portare alla perdita di peso, al miglioramento della fertilità, alla prevenzione del diabete e di altre condizioni a lungo termine, per non parlare di una sensazione generale di benessere e salute. 

Dal punto di vista della prevenzione, gli studiosi sono abbastanza concordi nel ritenere che la dieta più indicata, per ridurre il rischio dell’insorgere della PCOS, consiste nel ridurre l’introito calorico e nell’aumentare l’attività fisica. Una dieta povera di grassi va proposta anche a quelle adolescenti che, pur non essendo in sovrappeso, hanno una familiarità per la sindrome. 

Secondo uno studio di qualche anno fa (Gloss et al, 2014) una dieta normocalorica a basso contenuto di carboidrati, normoproteica in relazione al peso delle pazienti, porta ad un netto miglioramento della composizione corporea con riduzione della massa grassa e poca riduzione della massa magra, rispetto ad una dieta standard. 

Gli stessi autori citano uno studio precedente che indica una riduzione significativa della glicemia basale, della resistenza all’insulina, del peso corporeo e della produzione di testosterone, dimostrando quindi un miglioramento delle condizioni generali delle pazienti ma anche del decorso della malattia stessa, rivelando quindi un effetto della dieta anche terapeutico. 

Nella dieta per la PCOS può essere utile anche un’integrazione a base di inositolo

Tale trattamento migliora l’insulinemia, la funzionalità ormonale e il profilo lipidico. Si consiglia pertanto di assumere complementi a base di inositolo e di consumare in abbondanza cereali integrali, legumi, frutta, verdura e una adeguata quantità di carne rossa, che contengono appunto inositolo.