PCOS e ipoglicemia: alti livelli di insulina nel sangue

Le donne con PCOS sono nella maggior parte dei casi insulino-resistenti, soffrono di aumento di peso nella zona addominale, hanno difficoltà a perdere peso, hanno un desiderio intenso di carboidrati e soffrono di ipoglicemia

Grazie agli studi più recenti, l’aspetto metabolico nei casi di PCOS, che prima non era quasi considerato, adesso sta assumendo il ruolo di fattore causale della sindrome stessa. 

Infatti, bisogna tener presente che nel 70-80% delle pazienti con PCOS vi è una resistenza insulinica che si associa molto spesso a stati di obesità ma che è anche presente in pazienti magre. 

Le pazienti magre hanno talora il quadro biochimico più evidente. In queste pazienti, la presenza della resistenza insulinica è quasi certamente un problema genetico che può manifestarsi in modo più o meno evidente e più o meno precocemente in relazione a fattori ambientali-alimentari. Il fattore metabolico non è un aspetto contingente ma deve essere studiato alla luce del rischio futuro di diabete e di altre patologie associate alla sindrome metabolica. 

L’ipoglicemia 

L’ipoglicemia o bassi livelli di zuccheri nel sangue può essere il risultato di alti livelli di insulina nello stesso, dovuti anche a lunghi periodi di astinenza da cibo. 

I sintomi di chi soffre di ipoglicemia possono variare da persona a persona e possono includere alcuni dei seguenti:

  • Nausea
  • Vertigini
  • Mal di testa
  • Fame
  • Agitazione
  • Irritabilità
  • Sudorazione e brividi
  • Confusione
  • Fatica 

Per molte persone, mangiare piccole quantità di carboidrati quando questi sintomi compaiono, così come mangiare ogni 3-5 ore proteine ad ogni pasto, può aiutare a prevenire e trattare questi sintomi. Si consiglia anche di fare degli spuntini durante la giornata a base di formaggio e frutta (magari una mela). 

Se si soffre di Sindrome dell’ovaio Policistico (PCOS), la probabilità di soffrire anche di ipoglicemia e quindi di sperimentarne i fastidiosi sintomi aumenta. Attraverso l’esame nel sangue si individua se i livelli di glicemia sono bassi (sotto il 70 mg/dl è il criterio generalmente adottato). 

Le cause 

L’ipoglicemia si manifesta quando i livelli di zucchero nel sangue diminuiscono. Nella maggior parte dei casi l’organismo riesce a mantenere un buon equilibrio dei livelli di zucchero nel sangue. 

Normalmente, questi livelli si innalzano in risposta al cibo o allo stress. 

L'insulina lavora per abbassare la glicemia attraverso il trasferimento del glucosio dal sangue alle cellule, in cui il glucosio viene a sua volta utilizzato per produrre energia.

Alcune volte, però, i livelli di glucosio si abbassano. I motivi possono essere diversi: attività fisica, assenza di cibo per tempi lunghi o saltare i pasti, non mangiare abbastanza carboidrati ad ogni pasto, bere alcol, assumere farmaci che abbassano l’insulina. 

Accade spesso che donne con PCOS riportino segni e sintomi dell’ipoglicemia, anche se non soffrono di diabete. In aggiunta alle cause finora citate, l’ipoglicemia può essere causata anche da un aumento della produzione di insulina. Mangiare un piatto ricco di carboidrati può portare un grande aumento di zuccheri nel sangue che richiedono la produzione di alte dosi di insulina per essere assorbiti. Tra l’altro la maggior parte delle donne tende a produrre più insulina degli uomini. 

Prevenzione e trattamenti 

Per trattare l’ipoglicemia occorre incrementare il livello di zucchero nel sangue velocemente. Questo obiettivo può essere ottenuto mangiando ogni 3-5 ore 15-20 grammi di carboidrati semplici, che sono poveri di fibre ed entrano in circolo rapidamente. 

Ad esempio: 

1. 2 cucchiai di uvetta 

2. ½ bicchiere di succo di frutta 

3. ½ banana 

4. una piccola porzione di muesli 

5. ecc. 

Il modo migliore di prevenire l’ipoglicemia è tenere sotto controllo i livelli glicemici nel sangue. 

Ecco come:

  • Mangiate ogni 3-5 ore.
  • Includete proteine, grassi, e una porzione ragionevole di carboidrati a basso indice glicemico in pasti e spuntini.
  • Cominciate la giornata con una colazione equilibrata 
  • Consigliate uova e frutta
  • Evitate di saltare i pasti e gli spuntini
  • Limitate l’assunzione dei carboidrati complessi come bibite, dolci e cereali zuccherati
  • Fate un po’ di esercizio fisico subito dopo aver mangiato
  • Utilizzate farmaci e integratori per abbassare l’insulina sotto stretto controllo medico. Potreste rischiare di abbassare troppo i livelli di zucchero nel sangue. 

E per chi ha la PCOS? 

Il più comune trattamento utilizzato nelle donne con PCOS è un farmaco insulino-sensibilizzante chiamato metformina, che riesce a migliorare l’utilizzo dei carboidrati e ridurre di conseguenza il peso. 

Inoltre la metformina svolge un’azione anti-infiammatoria, riduce l’iperandrogenismo e migliora l’ovulazione e il rischio di aborto in gravidanza. La metformina può essere somministrata anche alle donne magre con insulino-resistenza. 

Tuttavia, la ricerca è ormai concorde nell’affermare che alte dosi di metformina a lungo andare abbassano i livelli di vitamina B12. La carenza di vitamina B12 può portare a danni neurologici e nervosi permanenti, così come cambiamenti d’umore e perdita di energia.  

Ecco perché se si assume metformina bisogna integrare i livelli di Vitamina B12. 

Anche l’inositolo è un trattamento valido nelle donne con PCOS che soffrono di resistenza insulinica, disfunzione gonadica, ridotta ovulazione, iperandrogenismo. 

Si tratta di un mediatore dell’azione dell’insulina, che una volta penetrato nella cellula esercita un effetto metabolico. Il più importante nella famiglia degli inositoli è il chiro-inositolo, che attiva gli enzimi responsabili del metabolismo ossidativo e non ossidativo del glucosio. 

La carenza di chiro-inositolo è stata associata a ridotta tolleranza glucidica, insulino-resistenza, iperinsulinemia e diabete di tipo 2. 

Studi recenti hanno dimostrato che l’assunzione di chiro-inositolo provoca la riduzione della resistenza insulinica. Nelle pazienti con PCOS l’assunzione di chiro-inositolo migliora la funzione gonadica, riduce il testosterone ed i trigliceridi e migliora la sensibilità insulinica. 

Il mio-inositolo, un altro componente della famiglia degli inositoli, migliora la resistenza insulinica anche nelle pazienti magre mentre in quelle obese esercita un’azione benefica sulla riduzione del peso.  

L’inositolo combatte anche lo stress ossidativo nelle pazienti con PCOS. 

L’inositolo non produce effetti indesiderati a livello gastroenterico e quindi è ben tollerato dalle pazienti.