Infertilità femminile: quali esami anatomici per scoprirne le cause?

Le cause d'infertilità femminile possono essere tantissime e multifattoriali, tuttavia si possono evidenziare quattro aree di indagine che corrispondono ai diversi livelli dell’apparato anatomico femminile: livello cervicale, livello uterino, livello tubarico, livello ovarico.
Di seguito un glossario utile dei principali esami anatomici che possono essere effettuati per scoprire se ci sono cause specifiche di infertilità nell’apparato riproduttivo femminile.

Post coital test
E’ un esame che valuta l’interazione tra il muco cervicale della donna e gli spermatozoi e si effettua durante il periodo ovulatorio, dopo 2-8 ore dal rapporto sessuale. Consiste nel prelievo del muco cervicale e nell’analisi del numero e della motilità degli spermatozoi in esso presenti. Infatti, a volte il muco cervicale può ostacolare il passaggio degli spermatozoi e questo può capitare quando ad esempio sono presenti anticorpi antispermatozoi, infezioni o pH alterato.
C’è un dibattito scientifico in corso tra i medici riguardo l’efficacia e la valenza di questo test come controllo per l’infertilità. Infatti, non viene effettuato molto spesso e solo se altri test sono risultati negativi: ad esempio, se l’ovulazione è regolare, le tube di Falloppio non sono ostruite e lo sperma del partner risulta normale.

Isteroscopia
E’ un esame che si effettua per controllare le pareti e la cavità dell’utero. Consiste nell’inserimento di un piccolo strumento a fibre ottiche, chiamato isteroscopio, nel canale cervicale in modo da visualizzare l'intera cavità uterina. L’isteroscopio è dotato di luce e telecamera in modo che il medico possa visualizzare l’endometrio su un video.
L’isteroscopio può essere usato per effettuare diverse diagnosi, tra cui indagare se ci sono problemi nell’utero che impediscano il concepimento. E’ un esame affidabile per la valutazione delle patologie endocavitarie come miomi, polipi, setti completi e anche subsetti, che non sempre sono evidenziati dalle altre metodologie diagnostiche. L’isteroscopio può essere usato anche per rimuovere i piccoli fibromi e polipi oppure per controllare se le tube di Falloppio sono ostruite. In quel caso il medico sarà in grado di aprire le tube attraverso uno speciale strumento che passa attraverso l’isteroscopio.

Isterosalpingografia (HSG)
Si tratta di un esame a raggi X (radiografia) con mezzo di contrasto radiopaco, che consente di osservare l’interno dell’utero e delle tube di Falloppio. Permette di diagnosticare le malformazioni uterine, di evidenziare sinechie, polipi e fibromi che possono impedire all’ovulo fecondato di impiantarsi nelle pareti uterine, di verificare la presenza di ostruzioni che impediscono all’ovulo di risalire dalle tube all’utero e che bloccano il passaggio degli spermatozoi. Negli anni passati era l’esame più usato per studiare le salpingi o tube di Falloppio. Negli ultimi anni invece si è affermata una tecnica che non utilizza raggi X e che si basa sull’ecografia ad ultrasuoni.

Sonoisterografia
E’ una ecografia transvaginale che permette lo studio accurato della cavità endometriale. E’ eseguita nei primi giorni dopo la mestruazione con l’utilizzo di un sottile catetere sterile monouso posizionato all’interno del canale cervicale attraverso cui si inietta una soluzione fisiologica nell’utero e nelle tube di Falloppio. Attraverso questo esame si può monitorare lo sviluppo dei follicoli in numero e grandezza e si possono visualizzare eventuali patologie presenti all’interno della cavità uterina (polipi endometriali, miomi uterini sottomucosi, setti uterini). L’ecografia è rapida e generalmente indolore rispetto alle indagini diagnostiche più invasive.

Sonoisterosalpingografia (SHSG)
E’ un esame ecografico che a differenza della isterosalpingografia (HSG) utilizza gli ultrasuoni e un mezzo di contrasto non radiopaco. Viene effettuata per valutare la pervietà tubarica, l’eventuale danno tubarico e di identificare e/o escludere alterazioni della cavità uterina. Attraverso un sottile catetere introdotto nel canale cervicale, una piccola quantità di soluzione fisiologica sterile viene iniettata nell’utero; poi, grazie a una sonda ecografica transvaginale si osserva se il liquido fuoriesce dalle tube o meno. L’esame, oltre ad essere diagnostico, può avere valenza terapeutica: in alcuni casi infatti l’ostruzione tubarica può essere risolta grazie al passaggio del liquido di contrasto.

Laparoscopia
E’ un esame visivo dell'anatomia della tuba che mostra lo stato delle salpingi, dell'utero, del peritoneo e delle posizioni delle tube rispetto all'ovaia. Viene eseguito in anestesia generale inserendo una sonda ottica (laparoscopio) nella cavità peritoneale attraverso una piccola incisione praticata nella parete addominale. Iniettando nella cavità uterina un colorante è possibile osservarne direttamente la fuoruscita in peritoneo confermando la pervietà tubarica (in questo caso si parla di cromosalpingografia). La laparoscopia permette anche di eseguire interventi terapeutici su aderenze, cisti o focolai di endometriosi, miomi ecc.
Si tratta di un esame più complesso rispetto agli altri, non eseguibile a livello ambulatoriale, che richiede un breve ricovero di 1-2 giorni per le piccole incisioni praticate sulla parete addominale. Spesso la laparoscopia viene associata all'isteroscopia per ottenere un quadro completo dell'apparato genitale.

Ecografie in 3D e 4D
Rispetto all’ecografia standard (bidimensionale) consentono di ottenere un’immagine tridimensionale estremamente accurata delle strutture anatomiche che si stanno visualizzando. In campo ginecologico, l’utilizzo dell’ecografia 3D e 4D evita spesso di dover ricorrere a indagini diagnostiche più invasive, come l'isteroscopia.

Fonti : WebMD Medical Reference, Stedman’s Medical Dictionary,; Fecondazione.org a cura dell’Istituto di Medicina della Riproduzione e Psicosomatica del San Carlo-Ipog di Torino; Osservatorio Sociale sull’Infertilità (OSI).