Identikit sull'inositolo

L’inositolo è considerato dalla maggior parte degli studiosi un fattore vitaminico del complesso B.

In termini scientifici, l’inositolo è un composto chimico detto poliolo carbociclico, la cui forma più importante in natura è il mio-inositolo. Altre forme (isomeri) presenti in natura sono: scyllo-, L-chiro, D-chiro- muco-, neo-, allo-, epi-, cis-inositolo.
L’inositolo non è uno zucchero ma un alcol ciclico.

L’inositolo viene attivamente sintetizzato all’interno dell’organismo umano e la quantità prodotta è di gran lunga superiore a quella ingerita con l’alimentazione. I due tessuti maggiormente coinvolti sembrano il fegato e i reni.

Similmente alle altre vitamine del gruppo B, l'inositolo è idrosolubile, ragion per cui un'eventuale integrazione è ben tollerata e priva di tossicità.

L’inositolo interviene positivamente:
• sulla struttura delle membrane cellulari
• nel controllo del metabolismo di grassi e zuccheri
• nella crescita dei capelli
• nel controllo delle funzionalità delle cellule nervose
• nei processi di crescita cellulare, di fertilizzazione e di secrezione

Una dieta povera di inositolo può portate ad un innalzamento del colesterolo, dei trigliceridi, un accumulo epatico di lipidi (steatosi epatica) ed una diminuzione dei livelli di inositolo in tutti i tessuti. Una dieta carente di inositolo in gravidanza ed allattamento produce scarsi livelli di inositolo nei tessuti del neonato e nel latte materno ed accumulo di elevati livelli di lipidi nel distretto epatico materno.

DOVE TROVARLO
L’inositolo è molto diffuso negli organismi animali dove va a formare diversi fosfolipidi ed in quelli vegetali dove si trova sotto forma di acido fitico. L’inositolo sotto forma di fitato è presente in molte piante di uso alimentare e può rappresentare il 75% del fosforo totale presente nei semi dei cereali. Le più generose fonti alimentari sono:

• Crusca
• Agrumi (tranne limoni)
• Germe di cereali integrali
• Avena
• Granuli di lecitina
• Melone
• Lenticchie
• Fagioli
• Maiale
• Fagioli essicati
• Noci
• Fegato di vitello
• Riso
• Garbanzo
• Vitello

INOSITOLO E PCOS
La Sindrome dell’Ovaio Policistico è la causa più frequente di infertilità da anovulazione cronica nella donna in periodo fertile.
L’inositolo ha un effetto positivo sulla funzionalità ovarica (riduzione dei valori degli androgeni sierici, dei trigliceridi plasmatici, della pressione arteriosa, dei livelli di insulina) e nel ristabilire un normale ciclo ovarico con una migliore maturazione ovocitaria.
Inoltre, la supplementazione d’inositolo, grazie alla sua capacità di aumentare la sensibilità all’insulina, contribuisce a migliorare la qualità ovocitaria e aumentare il numero di ovociti raccolti dopo stimolazione ovarica in pazienti che si sottopongono a procedure di Procreazione Medicalmente Assistita.

Secondo gli studi scientifici finora condotti i trattamenti della PCOS con inositolo hanno portato:

• un miglioramento della funzionalità ovarica
• un miglioramento dell’insulinemia
• un miglioramento del pattern ormonale
• una riduzione degli effetti periferici dell’androgenizzazione
• nessun effetto collaterale

Oltre al trattamento della PCOS è stato attestato che l’inositolo apporta benefici anche nei seguenti campi:

• nella prevenzione dei DTN (difetti del tubo neurale) in associazione con acido folico
• nella regolazione del metabolismo lipidico e riduzione del tasso di colesterolo nel sangue
• nel miglioramento della conduzione nervosa nei diabetici con riduzione significativa dei sintomi
• nel trattamento del disturbo ossessivo compulsivo
• nel trattamento dell’ansia e dell’insonnia grazie al suo potere ansiolitico

Bibliografia
- Convegno “Ostetricia e Ginecologia Novità”, marzo 2011, Ferrara, L’inositolo (D. Costantino) e L’inositolo nella terapia della PCOS (G. Dante, F. Facchinetti)
- Effetti dell’inositolo sulla qualità ovocitaria in pazienti affette da sindrome dell’ovaio policistico, M. Stracquadanio et al., Riv. It. Ost. Gin. - 2010 - Num. 27.