La prevenzione dell’infertilità inizia dal comportamento

L’infertilità è una malattia che colpisce gli organi riproduttivi maschili e femminili, impedendo di fatto il concepimento di una nuova vita. E nonostante il 10% delle coppie, che provano ad avere un bimbo, soffra di infertilità (dati OMS), le donne sono scarsamente informate dei legami diretti che esistono tra il loro comportamento e la loro salute riproduttiva.

Ecco le raccomandazioni degli esperti dell’American Society for Reproductive Medicine (ASRM) per imparare a prevenire il rischio di infertilità futura adottando un comportamento e uno stile di vita corretto sin da subito.

Vietato fumare
Il fumo può compromettere in modo serio la capacità di avere bambini. Le ricerche mostrano che fumare è dannoso per le ovaie e l'entità del danno dipende dalla quantità e dal tempo in cui la donna fuma.
La nicotina e altri componenti chimici dannosi, che le sigarette contengono, interferiscono con la capacità del corpo di produrre estrogeni, gli ormoni che regolano l’ovulazione e aumentano il rischio di anomalie genetiche degli ovuli.
Mentre alcuni danni sono irreversibili, smettere di fumare ora può prevenire ulteriori danni in futuro.

Attenzione al peso e alla quantità di grasso presente nel nostro corpo
Secondo i dati dell’ASRM, il 12 % dei casi di infertilità femminile sono il risultato di una donna che pesa troppo o troppo poco.
Se una donna è troppo grassa, il corpo produce troppi estrogeni e reagisce limitando le probabilità di restare incinta. Al contrario se una donna ha poco grasso corporeo non può produrre abbastanza estrogeni e di conseguenza il suo ciclo riproduttivo fallisce.
Entrambe le donne sottopeso e in sovrappeso hanno cicli irregolari, in cui l'ovulazione non avviene o è inadeguata.
Le donne che soffrono di disturbi come l'anoressia e la bulimia o che si sottopongono a diete forzate sono particolarmente soggette ad avere problemi di infertilità.

Proteggersi dalle infezioni a trasmissione sessuale
Tutti sanno che quando si fa sesso, se non si adottano delle protezioni, si può restare incinta. Tuttavia la maggior parte della gente non sa che, se non si usa il preservativo, si possono contrarre infezioni di tipo sessuale, che possono compromettere per sempre la capacità di restare incinta in futuro.
Le malattie sessualmente trasmissibili più comuni sono clamidia, gonorrea, sifilide, AIDS, herpes genitale, epatite C e B, scabbia e pidocchi. Queste malattie sono una delle principali cause di infertilità perché mostrano pochi sintomi visibili. Poiché le persone spesso non sanno di avere questo tipo di malattie, non le curano con trattamenti adeguati e questo minaccia la loro fertilità.

Non sottovalutare il fattore età
E’ un fatto biologico che la fertilità diminuisca con l’età. La probabilità di restare incinta è legata ai cambiamenti dell’organismo femminile che avvengono con il trascorrere degli anni. Le donne nascono con un numero limitato di uova, che diminuisce costantemente nel tempo, così come la loro qualità. Questo non significa che una donna deve per forza affrettarsi a restare incinta o decidere di non riprodursi mai. Bisogna solo avere presente questo fatto: ogni donna invecchia in maniera diversa e non c’è modo di sapere per certo come sarà la nostra fertilità, ad esempio, tra 10 anni a partire da oggi.

Farsi visitare periodicamente dal proprio medico
Effettuare una visita ginecologica una volta all’anno. Oltre alla prevenzione dei tumori, serve a proteggere la fertilità. Occorre prestare attenzione alle raccomandazioni del medico ed evitare di incorrere in trattamenti che possano compromettere la fertilità (ad esempio un intervento chirurgico che fatto prematuramente possa compromettere la possibilità di restare incinta in futuro). Inoltre, se si hanno cicli mestruali irregolari o particolarmente dolorosi, non bisogna aspettare che passino, ma parlarne subito con il ginecologo.

Oltre alle raccomandazioni dell’ASMR, le evidenze mediche e i consigli degli esperti di infertilità ci dicono anche che:

Bisogna evitare tutte le sostanze tossiche
Tossine chimiche come il piombo, il manganese, il benzene, i gas anestetici possono danneggiare la produzione di spermatozoi e la qualità del patrimonio ovocitario. L'esposizione a radiazioni è dannosa per l'apparato riproduttivo. Droghe come la marijuana e l'eroina hanno sicuramente effetti negativi sulla fertilità, e vari studi indicano che anche l'alcool riduce la fertilità maschile e femminile. Anche i farmaci possono avere effetti negativi sulla fertilità. E' noto che le chemioterapie usate per la cura del cancro possono rendere sterili, ma anche molti farmaci di uso comune (ad esempio antiipertensivi o antibiotici) possono danneggiare la fertilità. Se siete alla ricerca di una gravidanza consultatevi sempre con lo specialista prima di assumere un farmaco.

La dieta e l’alimentazione devono essere corrette
E’ importante adottare un regime alimentare equilibrato che assicuri l’apporto di tutte le sostanze necessarie all’organismo. In particolare: vitamina A (nelle verdure a foglia verde, carote, zucca, albicocche, meloni, fegato, tuorlo d’uovo, pesce, latte intero, burro e formaggio); vitamina C (agrumi, fragole, patate, broccoli, cavolfiore); vitamina D (oli di fegato di pesce, sardine, salmone, aringhe); ferro (carni rosse, tuorlo d’uovo, verdure a foglie verdi, fagioli, mandorle e frutta secca).
Senza dimenticare che le donne che sono alla ricerca di un bimbo devono assumere almeno 400 mcg di acido folico (vitamina B9) al giorno. Esiste infatti una relazione tra bassi livelli di acido folico nella madre e presenza nel feto di difetti del tubo neurale, cioè malformazioni del sistema nervoso. Assumere acido folico a partire da un mese prima della gravidanza e per tutto il primo trimestre diminuisce del 50 -70% l'insorgere di queste anomalie.
Se pensate che la vostra dieta non vi garantisca un giusto apporto di vitamine e minerali parlatene con il vostro medico di fiducia.

Curare l’endometriosi
L’endometriosi è una malattia diffusa ed una delle cause più comuni di sterilità. In Italia soffrono di endometriosi circa tre milioni di donne, che spesso arrivano ad una diagnosi certa dopo diversi anni, quando presumibilmente la malattia si è aggravata.
Il sintomo più comune è il dolore in prossimità delle mestruazioni, durante l’ovulazione, durante e dopo i rapporti sessuali, durante la defecazione e la minzione - oppure continuativo (cronico) alla pelvi. E’ importante consultare il ginecologo e, in caso di sospetto diagnostico, è bene sottoporsi ad una laparoscopia. Curare l’endometriosi migliora anche le possibilità di successo della PMA.
In ogni caso, diagnosticare tempestivamente l’endometriosi è possibile e necessario. Curare l’endometriosi, soprattutto nella fase iniziale, vuol dire tutelare la propria fertilità e il proprio benessere fisico e psicologico.

 

BIBLIOGRAFIA:
 www.protectyourfertility.org a cura dell’American Society for Reproductive Medicine
 Istituto Superiore di Sanità, Registro Nazionale Procreazione Medicalmente Assistita