Sindrome metabolica nelle pazienti con PCOS

La sindrome metabolica è una situazione clinica ad alto rischio cardiovascolare che comprende una serie di fattori di rischio e di sintomi che si manifestano contemporaneamente nell'individuo. E’ ovvio che se questi sintomi coesistono, il rischio di malattie cardiocircolatorie aumenta in modo importante.

Secondo recenti studi l'insulino-resistenza riveste un ruolo centrale nella genesi della sindrome metabolica.

Le donne che soffrono di PCOS possono presentare diversi gradi di insulino-resistenza (IR) fino al diabete clinico, elevate concentrazioni di lipidi nel sangue, HDL bassi e trigliceridi alti, obesità nel 50 % dei casi e problemi di iperandrogenismo. La presenza di questa sintomatologia rende le pazienti con PCOS maggiormente esposte al rischio di sindrome metabolica.

La diagnosi di sindrome metabolica secondo il National Institute of Health implica la presenza di 3 o più dei seguenti disordini nello stesso paziente:

  1. obesità centrale (circonferenza vita ≥ 88cm)
  2. alterata regolazione glicemica (glicemia a digiuno ≥ 110mg/dL, o ≥ 140mg/dL a due ore nel test con carico orale di glucosio (OGTT)
  3. ipertensione arteriosa (PA ≥ 130/85)
  4. ipertrigliceridemia (≥ 150mg/dL)
  5. ridotto colesterolo HDL (< 50mg/dL)

La sindrome metabolica presente nelle donne con PCOS richiede quindi un particolare approccio clinico, in quanto questo disturbo è cronico e presenta conseguenze a lungo termine. Ad esempio, secondo l’American College of Obstetricians and Gynecologists le giovani donne con diagnosi di PCOS dovrebbero essere informate sulle possibili complicanze legate alla loro condizione e a tutte andrebbero proposti un test con carico orale di glucosio e un lipidogramma.

Infatti, le donne obese con PCOS rispetto alle donne di peso normale con PCOS presentano un peggioramento del quadro clinico sia dal punto di vista metabolico che riproduttivo ed in particolare:

  • un'aumentata prevalenza di IGT e diabete mellito di tipo 2;
  • maggior prevalenza di irsutismo (73% versus 56%);
  • peggior profilo lipidico;
  • maggior rischio di sindrome metabolica e quindi di malattie cardiovascolari;
  • maggior prevalenza di oligomenorrea, amenorrea, infertilità;
  • peggior risposta alle terapie di induzione (minor tasso di ovulazione e concepimento) sia per il clomifene citrato che per le gonadotropine esogene, con necessità di dosaggi superiori;
  • nelle tecniche di fecondazione assistita (FIVET, ICSI) minor percentuale di gravidanze e aumentata frequenza di aborti spontanei.

Nelle donne obese con PCOS l'esercizio fisico e il controllo del peso vanno sicuramente raccomandati visto il loro forte impatto non solo sul quadro metabolico, ma anche sulla funzione ovarica e il ripristino della fertilità.

Infatti, lo sviluppo della sindrome metabolica è dovuto probabilmente a fattori genetici, ma anche ad un errato stile di vita (poca attività fisica), alimentare (dieta ricca di carboidrati e grassi), al fumo, quest’ultimo provoca ,infatti, una diminuzione di livelli di HDL nel sangue (il colesterolo “buono”).

Si è visto recentemente che per ottenere un significativo miglioramento delle alterazioni metaboliche è sufficiente una riduzione del peso pari al 10 % del peso iniziale.

Infine, nelle pazienti con sindrome metabolica deve essere incoraggiato il consumo di carboidrati complessi piuttosto che degli zuccheri semplici, il consumo di alimenti a basso indice glicemico e ricchi di fibre (frutta, verdura, legumi, cereali integrali).

FONTI:

  • SAPERIDOC (Centro di Documentazione sulla Salute Perinatale e Riproduttiva)
  • National Institutes of Health. Third Report of the National Cholesterol Education Expert Panel on Detection, Evaluation, and Treatment of High Blood Cholesterol in Adults. Circulation 2002;106:3143-421
  • ACOG Practice Bulletin. Polycystic Ovary Syndrome. Clinical Management Guidelines for Obstetrician-Gynecologists. Obstet Gynecol 2002;100:1389-402.