La valutazione morfologica della qualità degli ovociti

Sebbene la prima gravidanza “in provetta” al mondo sia stata ottenuta mediante la fecondazione di un solo ovocita ottenuto su ciclo spontaneo, il successivo impiego di farmaci per l’induzione della crescita follicolare multipla ha permesso di migliorare significativamente i risultati clinici della FIV. Infatti, è molto importante riuscire ad ottenere dalla stimolazione ovociti di ottima qualità, dato che quelli immaturi o di scarsa qualità daranno origine a mancate fecondazioni o a embrioni con scarsa possibilità di impianto e di una gravidanza che continui.

Come si formano gli ovociti?

Il processo in base al quale si formano ovociti e spermatozoi viene detto gametogenesi. Durante la vita embrionale le cellule primordiali migrano verso le gonadi (ossia testicolo e ovaie), dove iniziano a dividersi: da una cellula madre si formano due cellule figlie con stesse caratteristiche e stesso numero di cromosomi (46). Questo tipo di divisione viene detta mitotica e termina prima della nascita, quando inizia la divisione meiotica. Le cellule figlie che si formeranno da ora in poi avranno solo 23 cromosomi ciascuna. Questo corredo cromosomico è detto aploide.

Ma quali sono i criteri che permettono di preferire un ovocita rispetto ad un altro?

Una corretta ossigenazione

Gli ovociti provenienti da follicoli con un contenuto di ossigeno disciolto maggiore del 3% offrirebbero migliori tassi di fecondazione e di sviluppo embrionario.

Un’adeguata velocità

E’ stato riportato un incremento dei tassi di gravidanza quando vengono trasferiti embrioni derivanti da follicoli che presentano una velocità massima di picco >10 cm/sec.

Una maggiore vascolarizzazione

La possibilità di identificare i follicoli maggiormente vascolarizzati da cui recuperare ovociti, che a loro volta darebbero luogo ad embrioni potenzialmente più competenti, permetterebbe di ridurre il numero di embrioni da trasferire a due o uno, riducendo al massimo il rischio di gravidanze multiple senza diminuire i tassi di gravidanza. Tuttavia da un punto di vista tecnico questa misurazione non risulta molto agevole durante il prelievo ovocitario, perché comporta un notevole aumento dei tempi di esecuzione dell’intervento e aumenta di conseguenza anche il disagio per la paziente.

Maturità nucleare

Gli ovociti vengono classificati in 4 categorie: profase I, metafase I, metafase II, post-maturo.
In generale, la maggior parte degli ovociti prelevati saranno ad uno stadio di maturazione ottimale (metafase II), una parte saranno immaturi e la parte restante avranno già iniziato il processo di deterioramento. Gli ovociti che al momento del prelievo ovocitario sono immaturi vengono eliminati, Si preferisce invece utilizzare gli ovociti che hanno completato la maturità nucleare e citoplasmatica (metafase II)  in modo da assicurare condizioni ottimali alla successiva fecondazione.

Citoplasma ovocitario senza anomalie

Oltre alla valutazione dello stato nucleare, è importante andare a valutare l’aspetto morfologico del citoplasma ovocitario. Un ovocita di buona morfologia dovrebbe avere un citoplasma chiaro, moderatamente granulare, un piccolo spazio perivitellino, un primo corpo polare intatto e una zona pellucida non troppo spessa e priva di colore. Tuttavia, circa la metà degli ovociti recuperati presentano almeno un’anomalia morfologica. Poiché, come abbiamo visto, non sempre esiste una univocità di risultati per quanto riguarda l’effetto di una o dell’altra anomalia morfologica ovocitaria sull’outcome clinico, situazione questa verosimilmente dovuta all’assenza di criteri standard di valutazione della morfologia ovocitaria, alcuni hanno proposto l’impiego combinato di tre markers quali le caratteristiche del corpo polare, le dimensioni dello spazio perivitellino e le inclusioni citoplasmatiche, per individuare con più accuratezza gli ovociti dotati di maggiore potenzialità evolutiva.

Integrità del fuso meiotico

Durante la divisione meiotica i cromosomi dell’ovocita si allineano all’interno di una struttura a forma di fuso, che si chiama fuso meiotico. E’ molto importante che il fuso meiotico sia integro perché la meiosi si compia correttamente e perché altrettanto faccia la fertilizzazione. Tuttavia i microelementi che compongono questa struttura sono molto delicati e tendo a rovinarsi facilmente e questo può avvenire anche durante la manipolazione dell’ovocita nel corso della ICSI. Altri fattori che possono danneggiare il fuso sono l’età materna avanzata e la permanenza eccessiva in vitro dell’ovocita dopo che è stato prelevato.

Analisi cromosomica del primo corpo polare

Un altro metodo, peraltro molto più complicato rispetto a quelli descritti finora, per cercare di selezionare il "migliore" ovocita è l'analisi genetica del primo corpo polare. Tale tecnica si basa sul principio secondo il quale il primo corpo polare costituisce un'immagine speculare dell'ovocita e pertanto la presenza di un cromosoma in eccesso nel corpo polare stesso implica l'assenza di tale cromosoma dall'ovocita che, nel caso in cui dovesse avvenire la fecondazione, darebbe origine a un embrione monosomico per il cromosoma in questione. Analogamente la mancanza di un cromosoma nel primo corpo polare indica la presenza di un cromosoma in più nell'ovocita con conseguente formazione di un embrione trisomico per il cromosoma analizzato. Una volta prelevato, il primo corpo polare viene trattato mediante tecnica di ibridazione in situ a fluorescenza (FISH) per poterne analizzare il materiale genetico. I cromosomi normalmente analizzati sono quelli maggiormente coinvolti nelle trisomie e negli aborti spontanei (X,Y,13,15,16,18,21,22).

Conclusioni

In seguito alle limitazioni introdotte dalla Legge 19 febbraio 2004, n. 40, si e' dovuto passare dalla possibilità di selezionare i 2-3 migliori embrioni da trasferire in base a criteri genetici o morfologici alla selezione dei 3 migliori ovociti da inseminare in base a criteri clinici e morfologici la cui efficiacia con l'outcome clinico è ancora tutta da dimostrare.

Da un punto di vista clinico sono incoraggianti i risultati riportati da alcuni ricercatori sulla correlazione tra vascolarizzazione del follicolo e potenziale di sviluppo dell'ovocita corrispondente: follicoli maggiormente vascolarizzati conterrebbero ovociti con maggiore potenziale di fecondazione e di sviluppo embrionario. Recentemente, la possibilità della valutazione del fuso meiotico ha offerto verosimilmente un altro criterio di selezione ovocitaria.

Tuttavia tutti questi metodi di selezione ovocitaria proposti necessitano di ulteriori studi per valutare la loro reale efficacia. La situazione legislativa italiana spinge gli operatori a sviluppare la ricerca verso questa direzione e ben presto verranno confermati o identificati nuovi criteri di selezione ovocitaria.

FONTE: SIDR – Società Italiana della Riproduzione, Criteri morfologici di selezione ovocitaria, F.M. Ubaldi, L. Rienzi, M.G. Minasi, E. Greco in www.sidr.it