La prevenzione dell’infertilità in adolescenza
Spesso l’infertilità è una condizione che viene a galla nel momento in cui una persona cerca di avere un figlio. Ma si potrebbero ridurne i rischi, se la prevenzione iniziasse dall’adolescenza?

Intanto, occorre precisare che ci sono 3 tipi di PREVENZIONE:

•    PREVENZIONE PRIMARIA: ha lo scopo di ridurre l’insorgere di una patologia (in questo caso l’infertilità) attraverso l’informazione e l’educazione. Spesso è sufficiente introdurre la persona ad uno stile di vita corretto, eliminando i cosiddetti fattori di rischio (inquinamento, sostanze nocive, sedentarietà).
•    PREVENZIONE SECONDARIA: si concentra sull’individuazione della patologia nella sua fase iniziale, allo scopo di ridurre la sintomatologia e i conseguenti danni, per incrementare le possibilità di successo dell’eventuale terapia.
•    PREVENZIONE TERZIARIA: si attua nel momento in cui la patologia è conclamata, ed è quindi rivolta alla cura.

Nella maggior parte dei casi si tende a trattare l’infertilità nel momento della PREVENZIONE TERZIARIA, ovvero quando il problema è già in corso e si devono trovare le opportune soluzioni.

La prevenzione primaria e secondaria sono trattate in modo superficiale e lasciate all’arbitrarietà dell’individuo.

Invece, già a partire dall’adolescenza, si può prevenire l’infertilità tenendo sotto controllo gli elementi considerati nocivi per il concepimento, i cui effetti si protraggono per tutta la vita.

•    IL FUMO: è dimostrato che gli effetti nocivi del fumo scompaiono lentamente, richiedono infatti almeno un anno, e sono incisivi nel determinare un calo della fertilità femminile o comunque un ritardo del concepimento.
•    SOSTANZE PSICOTROPE: gli stupefacenti come la cocaina e le droghe leggere agiscono sul sistema endocrino e causano danni enormi, direttamente proporzionali al quantitativo che viene assunto.
•    ALCOL: per quanto riguarda l’alcol, non c’è un limite sotto il quale questo si possa considerare non dannoso. L’assunzione risulta altamente tossica e dannosa per un’eventuale gravidanza, specie se accompagnata dall’uso di droghe.
•    MTS: le malattie trasmissibili sessualmente colpiscono in buona parte i giovanissimi, in misura 4 volte superiore rispetto agli adulti. Spesso non presentano sintomi, come l’infezione delle vie seminali per i maschi, quindi vengono prese alla leggera. Per questo si raccomanda una vaccinazione per il papilloma virus (HPV), che è stato dimostrato avere un’influenza negativa sugli spermatozoi.
•    ALIMENTAZIONE: deve essere equilibrata e sana, per prevenire il sovrappeso e il sottopeso, altri nemici della fertilità.
•    FARMACI: nello specifico ci si riferisce a quelle sostanze usate in ambito sportivo, come gli anabolizzanti, che rappresentano un rischio in quanto alterano l’equilibrio ormonale dell’adolescente e vanno a minare la fertilità.

E per gli uomini?

Per i ragazzi, la prevenzione viene fatta evitando alcune patologie:

•    VARICOCELE: è una dilatazione del funicolo spermatico che causa il ristagno del sangue nei testicoli provocando l’aumento della temperatura della zona e una scarsa ossigenazione dei tessuti, minando la produzione di spermatozoi.
•    CRIPTORCHIDISMO: è la discesa incompleta del testicolo, che rimane nell’addome. La presenza di questa patologia è aumentata significativamente negli ultimi anni, si presume a causa di fattori ambientali (pesticidi, radiazioni).
•    Infine, anche per i maschi, le malattie sessuali, influiscono sulla fertilità, e vanno combattute e prevenute con gli opportuni screening.

A livello di informazione e diffusione di programmi preventivi la nostra società è carente. Dalle statistiche si rileva che:

•    il passaggio dell’adolescente dal Pediatra al Medico Curante avviene spesso con modalità burocratica;
•    dopo i 12 anni, le visite mediche si diradano, e spesso il medico curante perde di vista il paziente e non rileva una patologia di recente insorgenza o in follow-up;
•    nell’adolescente, i controlli sessuologici e l’esame dei genitali spesso non fanno parte dell’approccio clinico generale;
•    i giovani spesso nascondono delle condizioni patologiche o presunte tali;
•    l’abolizione del servizio di leva ha eliminato un filtro medico importante al fine di rilevare eventuali patologie sessuali.
Ma quali sono le possibili soluzioni per ovviare a queste criticità?

•    Le Istituzioni come la scuola, le associazioni, ecc, in accordo con le famiglie, dovrebbero programmare incontri mirati all’informazione e alla prevenzione
•    Il medico curante deve saper fare counseling, cioè saper ascoltare, in modo da acquisire la fiducia dell’adolescente e ovviamente promuovere il rispetto della privacy.
•    Deve inoltre saper identificare i problemi clinici relativi alla sfera sessuale e genitale e gestire la relazione a tre: medico-paziente-accompagnatore.

L’infertilità è un problema la cui soluzione è possibile attivando interventi mirati già in età infantile, per poi proseguire nell’adolescenza.

Il medico di base deve contribuire in modo attivo e partecipe all’elaborazione e all’attuazione di strategie di intervento preventive.

Lo Stato inoltre dovrebbe riconoscere l’infertilità come “malattia sociale” per poter passare all’attuazione di interventi omnicomprensivi.

FONTE: SIMG, Società Italiana di Medicina Generale