Risultati della fecondazione in vitro in donne con infertilità secondaria (dopo il primo figlio)

Metodo: studio follow-up in 1099 pazienti con infertilità secondaria sottoposte a Fivet, per un totale di 1129 cicli.

Lo studio è stato condotto alla Zhejiang University School of Medicine tra il Luglio 2012 e il Luglio 2014.

I fattori relativi alla gravidanza e i risultati sono stati analizzati con la regressione logistica univariata.

Sono stati confrontati i tassi di gravidanza clinica in donne con età diverse e diverso numero di embrioni trasferiti. Sono stati inoltre presi in considerazione i risultati clinici della stimolazione con l’ormone di rilascio della gonadotropina (GnRH) durante il protocollo lungo e il protocollo breve in pazienti infertili secondarie dai 40 anni in poi. Risultati: dei 1129 cicli, 376 casi (33,30%) hanno avuto una gravidanza clinica e 753 casi (66,70%) no.

Ci sono state significative differenze di età, indice di massa corporea, livello basale di ormone follicolo-stimolante, numero di follicoli antrali, età paterna e numero di embrioni trasferiti tra il gruppo in gravidanza e gruppo non in gravidanza (P <0,05).

Solo l'età materna e il numero di embrioni trasferiti sono i fattori che hanno influenzato l'esito della FIVET.

Non c'era alcuna differenza significativa nel tasso di gravidanza clinica tra donne di età compresa tra 30 e 40 anni con due embrioni trasferiti e quelli di età inferiore ai 30 anni con due o tre embrioni trasferiti.

Conclusione: l’età materna e il numero di embrioni trasferiti hanno un effetto indipendente sull’esito della FIVET in donne infertili secondarie.

Si suggerisce che debbano essere trasferiti non più di due embrioni in donne trentenni, per ridurre al minimo il rischio di gravidanze multiple. Il tasso di gravidanza di pazienti con più di 40 anni diminuisce significativamente.

FONTE: PubMed