Sia l’inositolo che l’acido folico sono diffusi in natura e nella nostra alimentazione
Fra le fonti vegetali più ricche di inositolo si annoverano: agrumi, cereali integrali, frutta secca (arachidi), semi (germe di grano), legumi (fagioli), lievito di birra. La frutta e la verdura fresca contengono più inositolo rispetto ai prodotti surgelati, in scatola o sotto sale.
L’inositolo è ritenuto un fattore vitaminico facente parte del complesso B.
Nell’organismo umano è presente nei fosfolipidi ed è in grado di stimolare la produzione endogena di lecitina.
Il suo ruolo biologico comprende inoltre una specifica attività di controllo del metabolismo dei grassi e degli zuccheri e delle funzionalità cellulari del sistema nervoso; risulta infine essenziale per la crescita dei capelli e nella prevenzione della calvizie.
Nei casi di insulino-resistenza o di diabete di tipo II, l’inositolo dimostra la capacità di migliorare il quadro clinico complessivo.
Nel contesto della Sindrome dell’Ovaio Policistico, l’inositolo può risultare utile per prevenire e correggere i meccanismi fisiopatologici alla base delle alterazioni metaboliche e riproduttive connesse. Evidenze scientifiche dimostrano inoltre che la supplementazione della dieta con inositolo contribuisce a migliorare la funzionalità ovarica.