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Il 20% delle giovani donne soffre di sindrome dell’ovaio policistico.

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è caratterizzata da una anomalia della struttura dell’ovaio associata ad uno squilibrio ormonale che spesso provoca mancanza cronica di ovulazione con conseguente possibile infertilità, iperandrogenismo (aumento degli ormoni maschili) e squilibrio metabolico.
Nelle pazienti con sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) che hanno difficoltà ad avere una gravidanza, il problema può essere la mancata ovulazione.

LA SUPPLEMENTAZIONE CON INOSITOLO NELLE PAZIENTI PCOS MIGLIORA LA TOLLERANZA AL GLUCOSIO, RIDUCE L'IPERANDROGENISMO, L'ACNE E L'IRSUTISMO, RIPRISTINA L'EQUILIBRIO ORMONALE E L'OVULAZIONE

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  • PCOS: criteri e principali esami diagnostici

    La sindrome dell’ovaio policistico è uno dei più comuni disturbi ormonali, essendo presente nel 5-10% delle donne in età fertile. Attualmente la diagnosi viene effettuata in base a precisi criteri, stabiliti nel 2003 dal Rotterdam ESHRE, che definiscono come PCOS la presenza di almeno 2 dei seguenti sintomi/disturbi: oligomenorrea e/o anovulazione; segni clinici e/o biochimici di iperandrogenismo; ecostruttura policistica dell’ovaio (riscontrabile con un esame ecografico). Leggi il nostro approfondimento.