Prevenzione: l’infezione da Virus del papilloma umano o HPV

Quando si parla di Salute Riproduttiva, un ruolo importante è svolto dalla prevenzione. 

Tutti gli uomini e donne in età riproduttiva devono quindi essere informati sui rischi connessi alle malattie sessualmente trasmesse. Tra queste, una delle più comuni e potenzialmente pericolose è l’infezione da Virus del papilloma umano o HPV, che ha un’incidenza massima tra i 20 e i 40 anni. Nel corso della propria vita ogni donna ha l’80 % di possibilità di contrarre tale virus. Anche gli uomini contraggono l’HPV e possono trasmettere sessualmente il virus alla loro partner. 

Che cos’è l’HPV? 

Il papilloma virus umano o HPV (acronimo di Human Papilloma Virus) è un virus appartenente al gruppo dei “papilloma virus”. 

Ad oggi sono stati identificati oltre 100 tipi di HPV che infettano l’uomo e, tra questi, circa 40 sono risultati associati a patologie del tratto ano-genitale, sia benigne che maligne. 

La maggior parte delle infezioni genitali da HPV regredisce spontaneamente. Una piccola quota invece, se non trattata, può evolvere lentamente verso una forma tumorale. Per questo i diversi tipi di HPV vengono distinti in tipi ad alto e basso rischio di trasformazione neoplastica. 

I tipi a basso rischio (non-oncogeni) si manifestano tramite condilomi, lesioni simili a verruche. I condilomi possono essere localizzati sui genitali esterni, all'interno della vagina, intorno o dentro l'ano e sul perineo. La maggior parte delle lesioni causate da HPV sono asintomatiche, ma in alcuni casi, le verruche possono provocare fastidio, prurito o disagio. I condilomi possono colpire sia gli uomini che le donne e possono essere curati con opportuni trattamenti medici e farmacologici. 

I tipi ad alto rischio (oncogeni) attaccano le mucose dell’apparato genitale e sono associati ad una serie di tumori, tra cui il più frequente è il carcinoma al collo dell’utero, in quanto la maggior parte delle donne affette da questo tipo di tumore sono risultate positive anche al virus dell’HPV. Tuttavia, è opportuno ricordare che contrarre il virus dell’HPV non implica necessariamente lo sviluppo di patologie più gravi. 

La via di trasmissione è il contatto diretto, generalmente sessuale, con cute e mucose di una persona infetta. Ed è favorita da abitudini sessuali errate (rapporti sessuali non protetti da profilattico, numero di partner, partner occasionali) e da stati di immunodepressione (diabete, gravidanza, HIV, chemioterapia). Infatti, le persone che hanno un sistema immunitario particolarmente vulnerabile sono più esposte al rischio di contagio. Inoltre è stato riscontrato che nelle adolescenti sessualmente attive il tasso di prevalenza dell’infezione da HPV varia dal 44% al 90%. 

Prevenzione e diagnosi 

Per evitare l'infezione da HPV è importante ricordare alcune semplici regole: 

in spogliatoi o piscine, mantenere i piedi puliti e asciutti e indossare sempre scarpe o ciabattine; 

non mangiarsi le unghie; 

evitare i rapporti a rischio, promiscui od occasionali e utilizzare sempre il profilattico, anche se non ha un’azione protettiva completa in quanto l’infezione è spesso diffusa anche alla cute della vulva e del perineo; 

è importante curare sempre l'igiene personale. 

La diagnosi dell’infezione di HPV si effettua attraverso: 

  • Esame clinico con ispezione dei genitali esterni e della portio uterina mediante esame speculare; 
  • Pap test 

Nel caso di sospetto di lesione da HPV l’iter diagnostico può essere approfondito e completato attraverso il test HPV-DNA (simile al pap-test permette di identificare il genoma virale) e la colposcopia (esame al microscopio della cervice uterina) con eventuale biopsia della zona sospetta. 

Il ruolo dell’HPV nell’insorgenza dei tumori ha aperto la strada alla prevenzione primaria attraverso la vaccinazione

L’efficacia del vaccino è maggiore nelle donne non ancora sessualmente attive, in quanto esse hanno minori probabilità di essere state esposte all’infezione. E’ per questo motivo che le candidate ideali alla vaccinazione sono le adolescenti. In Italia la vaccinazione è offerta attivamente e gratuitamente alle ragazze nel dodicesimo anno di vita, con un’adesione di circa il 70%. 

È importante sottolineare che, dal momento che i vaccini disponibili contro l’HPV non prevengono la totalità delle infezioni da HPV ad alto rischio, la vaccinazione non sostituisce l'abituale screening del collo dell'utero e quindi le donne devono comunque effettuare il Pap test o l’Hpv test secondo le regole dello screening nazionale.

Terapie 

E’ possibile che alcune lesioni causate da HPV guariscano spontaneamente senza alcun trattamento. Le lesioni cutanee possono essere trattate con soluzioni topiche o con creme ad azione antivirale, oppure essere rimosse con trattamenti chirurgici locali. I
 condilomi genitali vengono generalmente vaporizzati attraverso la diatermocoagulazione o i trattamenti laser.
Le lesioni precancerose della cervice uterina, vengono eliminate con asportazioni parziali del collo dell'utero, permettendo alla donna di mantenere inalterate le capacità riproduttive. 

FONTE: Iss-Epicentro, Sismer, Humanitas Research Hospital