Età femminile e salute fetale

L’età materna avanzata (oltre quindi i 35 anni) è un fattore di rischio indipendente per le complicanze e gli esiti negativi durante la gestazione (Jolly, 2000).

L’aumento dell’età materna rappresenta senza dubbio un fattore sfavorevole per la riproduzione sia dal punto di vista endocrino e metabolico e può influenzare la salute del feto.

Si pensi che per la determinazione della Sindrome di Down (SD) gli unici 2 fattori di rischio indiscutibilmente dimostrati sono:

  1. l’età della madre al momento del concepimento: l’incidenza della SD, partendo da valori non trascurabili di 1 su 1.670 circa a 20 anni, arriva a quasi il doppio a 31 anni (1 su 900), è circa 4 volte a 35 anni (1 su 380), quasi 10 volte a 38 anni (1 su 170), arriva ad essere 20 volte più frequente a 41 anni (1 su 80), fino a raggiungere il massimo a 49 anni (1 su 10) che equivale ad un rischio 150 volte più alto di quello di una madre che partorisce a 20 anni (Hook, 1981)
  2. un precedente figlio affetto dalla SD.

Inoltre, le malattie che le donne tendono ad avere con l’aumentare dell’età, come il diabete, l'ipertensione e l'artrite, possono incrementare il rischio di diabete gestazionale, ipertensione indotta dalla gravidanza e parto prematuro in madri di età materna avanzata.

Gli studi hanno dimostrato che le donne che concepiscono in età avanzata hanno anche maggiori probabilità di partorire pretermine e più probabilità di partorire a < 32 settimane di gestazione, quando vi è un maggior rischio di morbilità e mortalità perinatale.

Inoltre, con l’aumentare dell’età aumentano anche le probabilità di avere un bambino con difetti alla nascita o anomalie genetiche.

Il rischio di morte fetale, aneuploidie ed anomalie congenite fatali aumenta con l’aumentare dell'età materna (Jolly, 2000).

Una donna over 35 ha quasi 2,5 volte in più la probabilità di avere un feto morto rispetto ad una donna più giovane. All'età di 40 anni, queste probabilità sono maggiori di cinque volte rispetto alla donna che ha meno di 35 anni.

Non solo. Per una donna di circa 40 anni il rischio di aborto spontaneo è maggiore insieme alla probabilità di un parto prematuro.

Infine, l’aumento dell’età materna è stato anche studiato in relazione con la determinazione del sesso del nascituro.

Sebbene non tutti gli studi siano concordi (Jacobsen et al., 1999; Gutierrez-Adan et al., 2000), varie evidenze supportano la teoria che l'aumento dell'età materna sia associato con una diminuzione dei maschi (James e Rostron 1985, James 1996).

Tale effetto, è stato più recentemente confermato in donne di età superiore a 40 anni con gravidanze spontanee (Orvos et al., 2001), e in nullipare sottoposte a inseminazione artificiale (Bahadur, 2001).

Il dato è maggiormente evidente in condizioni ancora più critiche come in donne grandi multipare che hanno cioè avuto più di 10 gravidanze (Juntunen et al., 1997).