Trattamenti pro-fertilità per donne dai 30 ai 40 anni

I trattamenti per la fertilità in donne over 30 sono molteplici e molto frequenti.

In generale, tutti i trattamenti più utilizzati prevedono una iperstimolazione ovarica per moltiplicare gli ovuli prodotti, che con l’avanzare dell’età iniziano a diradarsi, e aumentare così le chance di avere una gravidanza. 

In particolare si fa ricorso a: 

  • METODI FARMACOLOGICI: sono farmaci che inducono l’ovulazione, stimolando le ovaie attraverso l’ipofisi. Un esempio è la cosiddetta “pillola della fertilità”, il clomifene, ma anche iniezioni quotidiane dell’ormone FHS (follicolo-stimolante).
  • CONCEPIMENTO GUIDATO: prevede il monitoraggio mediante ecografie e test ematici dell’andamento del ciclo mestruale, al fine di prevedere in modo quanto più preciso l’ovulazione.
  • FECONDAZIONE ASSISTITA:
    • Fecondazione in vitro (FIVET e ICSI): si basa sull’incontro dello spermatozoo con l’ovulo al di fuori della sede normale (la parte terminale delle tube di Falloppio), ed è quindi particolarmente indicata per le donne con problemi delle salpingi. Dopo una stimolazione ovarica atta alla produzione di ovociti, questi vengono prelevati e depositati “in provetta” con gli spermatozoi, fino ad avvenuta fecondazione. Sono successivamente reintrodotti (embryo-transfer) nell’utero. Nell’iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo (ICSI), ogni singolo spermatozoo viene inserito nell’ovocita, aumentando le probabilità di successo anche in uomini con una motilità spermatica ridotta.
    • Inseminazione intrauterina (IUI): inserimento dello sperma nell’utero. Questo metodo viene usato nei casi in cui la mancata gravidanza non è spiegata da un’impervietà tubarica o anormalità dello sperma. 
    • Inseminazione intratubarica (ITI): stesso procedimento della IUI, ma in questo caso viene favorito l’incontro tra l’ovocita e lo sperma a livello delle ampolle tubariche. Questa tecnica ha una percentuale molto alta di successi (30-40% in donne dai 30 ai 40 anni) in quanto ricrea un ambiente molto simile a quello naturale. 

    Per un approfondimento sulle tecniche di PMA (Procreazione medicalmente assistita) vi rimandiamo alla sezione dedicata su questo sito.

  • DONAZIONE DEGLI OVULI. Questa tecnica è consigliata soprattutto per chi ha superato i 44 anni, e per chi non ha avuto successo con la fecondazione in vitro.
  • CRIOCONSERVAZIONE DEGLI OVOCITI. Consiste nel “congelare” gli ovociti per poi conservarli in azoto liquido a -196°C. La prima nascita italiana grazie all’utilizzo di ovociti congelati e successivamente impiantati con un ciclo ICSI è datata 1997. È una pratica innovativa e di recente acquisizione, e permette alle donne che si sottopongono a fecondazione in vitro di conservare gli ovociti rimanenti dopo l’impianto (che, per legge, può essere di massimo 3 embrioni), senza incorrere in una nuova stimolazione con conseguente prelievo. 

FONTI: ISS, Registro procreazione medicalmente assistita